L'Orgoglio Sulla Nostra Pelle: Avete Rotto, Oltre gli Equilibri, il Cazzo!

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​E,  mentre voi, nei vostri palazzi dorati e nei vostri studi televisivi, vi accapigliate a colpi di slogan ridicoli, rime sciatte e pose da duri, là fuori c'è un mondo reale che sta semplicemente cercando di non affogare.

​Un tempo la chiamavamo "fantapolitica". Oggi è la solita routine deprimente: leader che fanno a gara per chi la spara più grossa, sfide muscolari da operetta con le superpotenze, bracci di ferro infantili con i colossi del web e show penosi ad uso e consumo dei social.


Ci raccontano che è una questione di "dignità", di "cuore da leone", di "non chinare la testa". Ma la domanda che nessuno si azzarda a fare nei vostri talk show è una sola: chi paga davvero il conto delle vostre guerre d'orgoglio?

​La risposta è brutale, ed è sempre la stessa: chi sta fuori dal vostro teatrino.

​Il teatrino da quattro soldi e il conto che paghiamo noi.

​Mentre voi, i potenti di turno, giocate a fare i gladiatori contro Washington, le Big Tech o i mercati globali, la vita reale della gente viaggia su un binario morto, fatto di:

​Mazzate atomiche su bollette e spesa: i vostri dazi, le vostre ritorsioni e le vostre crisi diplomatiche non prosciugano mai i vostri portafogli, ma le tasche di chi fa la spesa e cerca di arrivare a fine mese.

​Precarietà totale e incertezza: chi manda avanti una famiglia o una piccola attività non ha bisogno di eroi da palcoscenico con l'ego ipertrofico, ma di stabilità. I muscoli che esibite orgogliosamente in TV si trasformano in macerie economiche il giorno dopo.

​Propaganda schifosa al posto della sostanza: politici ridotti a influencer scadenti che cercano il "boom" di consensi con battute penose, mentre i problemi veri della gente marciscono nell'ombra.

​Tra la farsa dello scontro e l'umiliazione del servilismo

​Ci avete incastrati in una falsa scelta: o stai con i "fenomeni" che sbraitano per dimostrare che siamo liberi (ma liberi da cosa?), o  con i burocrati silenti.

​Ma diciamo le cose come stanno, senza giri di parole: se un politico arriva al punto di genuflettersi e strisciare ai piedi delle superpotenze di turno, significa che il popolo è già nella merda. E da lungo tempo.

​Il servilismo svende un Paese al miglior offerente; lo scontro da macchietta lo demolisce per pura e semplice vanità. In entrambi i casi, la sovranità è solo una storiella per creduloni, un'esca per pescare voti.

​BASTA con le vostre tifoseries del cazzo

​Fare gli sbruffoni per prendersi un applauso da quattro gatti non è coraggio: è solo cinica propaganda a buon mercato.

​La vera forza di chi governa non si misura da quante rispostacce riesce a dare a un Presidente o da quante genuflessioni riesce a fare per un accordo commerciale del menga. Si misura da una cosa sola: la capacità di proteggere i propri cittadini dalla tempesta globale, anziché scatenarla per un pugno di voti in più.

​Continuate pure a giocare a fare i padroni del mondo o i servi di scena. Ma ricordatevi bene una cosa: quando i vostri giochi d'ego saranno finiti, quando le luci si spegneranno... le cose da raccogliere sulla terra saranno, come sempre, soltanto le nostre vite.


Stefania Colasanti

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