“Poesie dal cassetto: il debutto poetico di Francesca Chiavegato conquista i lettori”


 

Intervista a Francesca Chiavegato

             



POESIE DAL CASSETTO

LE POESIE CHE VENGONO DAL CUORE


C’è un cassetto, a Verona, dove abitano parole silenziose, nate dall’osservazione della vita e custodite con cura per anni. In quel cassetto, Francesca Chiavegato ha raccolto i suoi pensieri più intimi, i suoi sogni, le riflessioni sulla natura, sui giovani, sull’amore e sul tempo che passa.

Amante degli animali, con il dono raro di saper sorridere alla vita anche nelle sue pieghe più fragili, Francesca esordisce con la sua prima raccolta poetica “Poesie dal Cassetto”, edita da Abra Books. Un’opera che racchiude 90 poesie, scritte nel tempo, che ora prendono voce e forma sulla pagina.

L’abbiamo incontrata per farci raccontare cosa significa, oggi, scrivere poesia.

 

1. Ciao Francesca, iniziamo con una domanda mai scontata: Da dove nasce per te il bisogno di scrivere poesie? È un’urgenza interiore, un modo per elaborare ciò che vivi, o nasce più da un impulso creativo spontaneo?

R. È successo un po’ per caso. Un giorno ho visto che nella cartolibreria vicino a casa organizzavano un corso di scrittura e lettura libera, una volta al mese. Ero tornata a casa contenta, dopo un periodo difficile, e mi sono detta: “Scriverò una poesia e la porterò con me”.

2. Il titolo del libro è 'Poesie dal Cassetto': cosa rappresenta per te questo cassetto? È un simbolo di intimità, di tempo passato, di cose mai dette?

R. Scrivo sempre le mie poesie su dei quaderni, che poi ripongo nel cassetto. Il titolo Poesie dal Cassetto nasce proprio dal momento in cui ho deciso di farle uscire da lì, per farle leggere – o meglio, ascoltare – anche agli altri.

3. Hai affrontato temi molto diversi nelle tue poesie: i giovani, la natura, l’attualità… c’è un filo conduttore che unisce queste voci? O hai lasciato fluire ogni poesia in libertà?

R. Le poesie seguono l’ordine in cui le ho scritte nei miei quaderni, quindi nascono in modo spontaneo. Però, se c’è un filo che le unisce, è proprio la mia anima che parla: parla di cose vere, vissute, sentite profondamente.

 

4. Nella poesia 'Sogno' si percepisce una dimensione sospesa tra il reale e l’onirico: quanto conta per te il sogno nella vita quotidiana? E nella scrittura?

R. Il sogno, nella vita quotidiana, è quello che arriva nel sonno, la notte. Ma nella scrittura assume un altro significato: è la possibilità di volare via da un presente che a volte pesa.

5. Scrivere d’amore è da sempre una sfida per chi fa poesia. Come vivi tu questo tema, così profondo e universale? Ti ispiri a esperienze vissute o a una visione ideale?

R. Le poesie che parlano d’amore nascono quasi sempre da esperienze vissute. Solo a volte sono ispirate da come mi piacerebbe che fosse.

6. Il tuo stile è essenziale, quasi minimalista. È una scelta consapevole o qualcosa che ti è venuto naturale? Hai avuto modelli poetici di riferimento?

R. Non ho mai comprato libri di poesia, non è mai stato un genere che mi interessasse davvero, quindi non ho avuto modelli a cui ispirarmi. Amo i testi brevi, essenziali, quelli che riescono a far viaggiare la mente con pochi elementi.

7. Quale è stata la reazione delle persone a cui hai fatto leggere queste poesie per la prima volta? E cosa hai provato quando hai visto il libro finalmente pubblicato?

R.  All’inizio ho regalato il libro ad alcune persone a me molto care. Molte di loro sono rimaste affascinate dai contenuti. Quando ho ricevuto i primi libri a casa, mi sono commossa fino alle lacrime: dentro ci sono pezzi della mia vita, momenti belli… e altri più difficili.

8. Dopo questo primo libro, come immagini il tuo cammino poetico? Ci sono già nuovi versi che bussano alla porta o senti che si stanno aprendo strade ancora tutte da esplorare, anche lontano dalla poesia?

R.  Mi piacerebbe tradurre questo libro in altre lingue, per far arrivare le mie parole a più persone e avvicinarle a questo tipo di scrittura. E poi, sì… mi piacerebbe anche pubblicare una nuova raccolta di poesie. Continuare a scrivere è un modo per comunicare agli altri il mio sentire, e forse anche per conoscermi un po’ di più.

 

9.  Francesca, tra le tante poesie che hai scritto, ce n’è una breve a cui sei particolarmente legata. Ti andrebbe di condividerla con i lettori?

Un piccolo dono in versi che ci accompagni alla fine di questa chiacchierata.

R. C’è una poesia breve a cui tengo molto, e mi fa piacere condividerla con voi lettori, come piccolo saluto in versi:

                          

 

                          8 marzo       

                    Un filo di rossetto,

                     un filo di trucco,

         tu uomo non spezzare questi fili.

 

Grazie Francesca.

 


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Concludo con un mio personale Pensiero, che so dal profondo del cuore esser di tanti: Le mode vanno via come le ore di un giorno qualunque, ma la poesia resta. È l’arte di raccontare emozioni, toccare senza sfiorare, accarezzare il silenzio, agitare i capelli ascoltando il vento.

 Stefania Colasanti

Commenti

  1. Complimenti 🌹🌹🌹

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    1. Grazie Rolando, spero tu voglia omaggiare la Poetessa leggendo la sua poesia. A presto rileggerti,
      Stefania Colasanti

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