Una vita non sarà mai uguale a un’altra

 Come ogni settimana, sono lieta di accogliere Francesco Sassano con uno dei suoi articoli, sempre capaci di offrire spunti profondi e riflessioni illuminanti. Questa volta, il suo contributo si intreccia con il tema dell’intuizione esplorato di recente, sottolineando come la consapevolezza di sé, il superamento del confronto con gli altri e il coraggio di seguire il nostro istinto possano condurci verso una vita più autentica e appagante.

Buona lettura!

Una vita non sarà mai uguale a un’altra




La nostra specie è totalmente dipendente dai parenti più prossimi, siamo così piccoli e fragili che in assenza di altri esseri umani capaci di nutrirci e proteggerci non avremmo alcuna possibilità di sopravvivenza. Ci mettiamo un anno a muovere i primi passi, a volte anche due per pronunciare le prime parole. Durante i primi anni di vita, la nostra personalità si basa su ciò che viene appreso in famiglia. I nostri genitori hanno un peso decisivo sulla nostra identità. Se ci amano, tenderemo ad amarci. Se invece non riceviamo amore e considerazione ci convinceremo ben presto di essere privi di importanza.

Tutto questo per dire, che avere un valore agli occhi degli altri condiziona non poco il nostro modo di essere. Se abbiamo una scarsa autostima vivremo sempre nell’ombra del giudizio altrui. Purtroppo la situazione di partenza non è per tutti la stessa, c’è chi è più fortunato e chi no. Chi nasce in un ambiente socialmente più stimolante, con una famiglia amorevole e con più possibilità economiche e chi no. L’infelicità deriva anche dal confronto con gli altri. Questa situazione è ancora di più amplificata dalla nostra esposizione al mondo dei social. Per approfondire il legame tra contesto sociale e autostima, puoi leggere questo articolo interessante: Non puoi scegliere che posto avere nel mondo. Il punto focale del mio discorso sta nel convincerci che una vita non sarà mai uguale ad un’altra.

Credi in te stessa: ogni cuore vibra a una corda di ferro come questa.

Dobbiamo smetterla di compararci con gli altri piuttosto dovremmo cercare di individuare il nostro punto di riferimento in noi stessi. Facile a dirsi, difficile a farsi. Non è vero. Riappropriamoci della nostra vita, concediamoci il diritto di crescere. In che modo? Lasciando alle spalle il bambino che ha bisogno di approvazione per fare progressi. Il discorso basilare è che ognuno hai il diritto ed il dovere di vivere la propria vita come meglio crede nel rispetto degli altri. Mettiamoci in testa che un mondo senza diversità sarebbe un mondo oscuro, triste e noioso. Facciamoci un esame di coscienza, sicuramente alcuni complessi di inferiorità dipendono dal nostro passato. Adesso, però tocca a noi cambiare punto di vista. Se hai bisogno di un alleato nel cambiamento, scopri l'importanza dell'intuizione leggendo: L’intuizione: un alleato prezioso per la crescita personale. Adesso tocca a noi, comprendere le nostre debolezze e valorizzare i nostri punti di forza. Purtroppo a volte il cambiamento fa paura ma per cambiare direzione alla nostra vita bisogna imparare a seguire quel guizzo che si agita dentro.

Prima di concludere, voglio lasciarvi con una straordinaria riflessione estrapolata dal libro “Fiducia in se stessi” del filosofo americano Ralph Waldo Emerson. Il grande poeta e scrittore scrive:

“Ad un certo momento della vita ogni uomo realizza che la competizione è ignoranza; che l'imitazione è suicidio; che deve saper accettare i lati buoni e cattivi di se stesso; che per quanto il grande universo sia benevolo e magnanimo, non avrà nemmeno un piccolo chicco di grano se non si impegnerà e lavorerà duramente su quel pezzo di terra che gli è stato dato da coltivare. Il suo potere interiore è qualcosa di nuovo in natura, e soltanto egli stesso può sapere cosa è in grado di realizzare; ma non lo saprà finché non avrà provato. Non per niente una faccia, un carattere, un fatto, possono impressionare una persona e lasciare indifferente un’altra. E non esiste un modello di perfezione che sia stato già scolpito nella memoria. L'occhio fu collocato proprio dove avrebbe potuto cogliere un particolare raggio. Noi esprimiamo noi stessi soltanto a metà, e quasi ci crea disagio quell'idea divina che ciascuno di noi rappresenta. Si può senz'altro pensare che essa sia qualcosa di positivo, di equanime e favorevole, quindi se ne dovrebbe parlare; Dio non vuole che noi non abbiamo il coraggio di rendere manifesta la sua opera. Un uomo si sente felice e rinfrancato quando ha riposto tutto se stesso nella propria opera e ha fatto del suo meglio; tutto quello che ha detto e fatto in modo menzognero, non gli darà pace. È una liberazione che non libera. In questi frangenti il suo genio lo abbandona; nessuna musa lo soccorre; non è più creativo, non ha speranze. Credi in te stesso: ogni cuore vibra a una corda di ferro come questa.”

di Francesco Sassano, sociologo e autore di AlimentaLaMente

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