"BLOG NON PER TUTTI: UN ANGOLO DI NARRATIVA E POESIA DOVE SOCIOLOGIA, PSICOLOGIA E LIFE COACHING SI INTRECCIANO CON UMILTÀ, OFFRENDO RIFLESSIONI CHE ISPIRANO E ACCOMPAGNANO, LIBERE COME UNA COLOMBELLA IN VOLO."
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Intervista a Francesca Chiavegato POESIE DAL CASSETTO LE POESIE CHE VENGONO DAL CUORE C’è un cassetto, a Verona, dove abitano parole silenziose, nate dall’osservazione della vita e custodite con cura per anni. In quel cassetto, Francesca Chiavegato ha raccolto i suoi pensieri più intimi, i suoi sogni, le riflessioni sulla natura, sui giovani, sull’amore e sul tempo che passa. Amante degli animali, con il dono raro di saper sorridere alla vita anche nelle sue pieghe più fragili, Francesca esordisce con la sua prima raccolta poetica “Poesie dal Cassetto”, edita da Abra Books. Un’opera che racchiude 90 poesie, scritte nel tempo, che ora prendono voce e forma sulla pagina. L’abbiamo incontrata per farci raccontare cosa significa, oggi, scrivere poesia. 1. Ciao Francesca, iniziamo con una domanda mai scontata: Da dove nasce per te il bisogno di scrivere poesie? È un’urgenza interiore,...
Antonio Galli racconta la fuga, la scelta e il coraggio di non tornare indietro Ci sono interviste che si fanno davanti a un registratore acceso. E poi ci sono conversazioni che sembrano iniziare su una banchina, con il vento che scompiglia le parole e il mare che decide il ritmo. Con Antonio Galli non ho avuto la sensazione di “fare domande”. Ho avuto la sensazione di salire a bordo. Ad ovest molto ad ovest è un romanzo che non si racconta da fermo. È una storia che si muove come il mare quando cambia corrente: apparentemente calma, ma attraversata da forze profonde. E mentre parlavo con l’autore, avevo la stessa percezione che si ha guardando l’orizzonte: qualcosa si allontana, qualcosa si avvicina, e non è mai del tutto chiaro quale delle due cose stia accadendo. Ho seguito questo libro nel suo percorso di editing, lavorando sulle onde lunghe della narrazione, sulle raffiche improvvise, sui silenzi che precedono uno scarto. Ma dialogare oggi con Antonio Galli ...
In questo articolo racconto, da scrittora e da persona qualunque, il mio sguardo sul “nuovo mondo di merda” fatto di guerre, povertà, ingiustizie e fango che chiamiamo progresso. Buonasera a tutti. Rieccomi qui, dopo un lungo silenzio. In molti mi avete chiesto perché non scrivevo più. La verità è semplice: non avevo nulla da dire. O meglio, avevo fin troppo da dire, ma per non diventare l’ennesimo rumore di fondo ho scelto il silenzio. In questi mesi hanno parlato tutti: filosofi, sociologi, politici, scrittori e, soprattutto, la gente comune (la migliore di tutte). Hanno scritto, urlato, manifestato, riempito pagine, talk show, social, piazze. Io no. Io ho preferito stare zitta. Adesso però voglio dire qualcosa anch’io. E non sarà carino, né educato. La guerra. Le guerre. La pace. Quella parola che viene spruzzata come un profumo costoso su un corpo sporco, per coprire la puzza invece di lavarla via. A volte mi sembra falsa come una moneta da 3 euro. Anzi, più falsa anco...
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