Lettera a Napolitano

Egregio Signor Presidente,


non so spiegarle e forse non voglio spiegarle
il motivo di questa lettera ma solo scrivere un mio pensiero.


La vita è dispettosa, una scimmia oserei dire, e come tale imprevedibile.
Lei questo però lo sa.


La vita sa essere indulgente e tollerante.
Lei questo già lo sa.


La vita regala sorrisi e pianti.


Lei questo lo ha vissuto.


La Vita è legata alla terra, la terra al cielo, il cielo a DIO.


Lei crede in DIO?


La Vita vuole il rispetto, segreto per vivere...


Signor Presidente, Lei conosce il rispetto?


Il rispetto, Signor Presidente
il rispetto degli esseri umani, della natura, di quella legge Divina che dice:


Ama il Prossimo tuo come te stesso, il comandamento per eccellenza che Gesù definì essere  il primo fra tutti!







Obsoleti  cingolati, obsolete divise, cavalli e cani sfruttati, 


uomini che non vorrebbero ma che devono... clap clap di mani 


non sincere e telecamere su un evento che gli italiani non 


gradiscono... 




Case distrutte,  parte di storia andata, vite spezzate e 


imminenti priorità da sbrigare. Sciacalli a trafugare, paure a 


cui badare, una terra che trema senza tregua...




Signor Presidente, Lei ha fatto la sua scelta!


L'amarezza accompagna Me e migliaia di Italiani!


Rammenti  Signor Presidente:






Ama il Prossimo tuo come te stesso, il comandamento per eccellenza che Gesù definì essere  il primo fra tutti!




(che il libero arbitrio non ci porti a calpestare le vite altrui)




Stefania Colasanti

Commenti

Post popolari in questo blog

“Poesie dal cassetto: il debutto poetico di Francesca Chiavegato conquista i lettori”

MEGLIO UN MEZZO AMICO VICINO CHE UNO SFRUTTATORE LONTANO

MEGLIO UN MEZZO AMICO VICINO CHE UNO SFRUTTATORE LONTANO -stagione 1-